La vita stessa è un valore

Storia di chi non si arrende

Dopo tre lauree è arrivato un riconoscimento ufficiale da parte della Regione Toscana: lo scorso 23 Gennaio, Luca Razzauti, livornese di 37 anni che abbiamo avuto l’onore di intervistare in occasione dell’uscita del suo libro “X Fragile. Vita e opinioni di un antieroehttps://www.lasettimanalivorno.it/il-libro-di-luca-razzauti/ ha ricevuto dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, una targa ““Per il suo straordinario percorso accademico, ricco di tante soddisfazioni e frutto del suo grande impegno e della sua eccezionale forza di volontà”.
Luca è affetto fin dalla nascita dalla Sindrome di Martin Belle, conosciuta come ‘x fragile’, una patologia rara che conferisce tratti autistici con relativa difficoltà comunicative ma che non lo ha mai fermato.


Luca, un’onorificenza che arriva dopo tre lauree; che effetto fa?

Direi che mi inorgoglisce e mi onora molto. Penso, senza falsa modestia, di averla meritata perché ho lavorato veramente tanto.

Ritengo però di doverla condividere con chi mi ha accompagnato in questo percorso, con chi ha sempre creduto in me: la mia famiglia, amici cari, il mio spirito guida prof. Sergio Vitali, i docenti e tutte le persone che ho incontrato all’Università di Pisa. 

Nonostante le tue difficoltà, la tua forza di volontà e l’impegno costante non ti hanno fermato dal conseguire questi successi: hai mai avuto momenti di sconforto?

Quando l’ambiente circostante è pieno di stimoli fornisce energie tali che, anche quando la stanchezza si fa sentire, pensi di rallentare un po’ ma mai di rinunciare.

Una vita in salita la tua ma anche di grande riscatto e soprattutto di dimostrazione che “se si vuole si può”. Quale messaggio vorresti mandare ai ragazzi di oggi che magari solo dopo un piccolo fallimento si arrendono.

La mia è una vita in salita, rispetto ad altre di più e ad altre di meno.

È la vita che a me è stata donato di vivere, con le proprie particolari caratteristiche: il segreto per riuscire per me è stato accettarmi e organizzarmi al meglio, con l’aiuto di tutti, con i mezzi a mia disposizione.

Comunque non è del tutto  vero che “se si vuole si può”.

Se vivi circondato da persone che non ti danno alcun credito  e non ti forniscono gli stimoli, l’autostima viene sotterrata e subentra la convinzione di essere incapace.

Ai ragazzi  mi sento di dire: se non avete intorno chi vi valorizza rivolgetevi altrove. Credetemi, ne sono convinto, non esistono persone senza valore, perché la vita stessa è un valore.  

Che cosa sogni per il futuro?

Sogno di poter continuare a scrivere, racconti brevi o lunghi, di collaborare con qualche testata giornalistica… e anche di poter continuare a fare un po’ il cameriere. Sogno di poter sempre mantenere contatti con il mondo, anche viaggiando.

Sogno che tutto questo per me possa  divenire un lavoro.

  • foto tratta da In Consiglio