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Dio e la sua impresa di pulizie

Queste due foto rappresentano i due estremi tra i quali si è sviluppata la mia vita e quella di tanti miei coetanei. La prima foto in particolare mi ricorda che sono nato e cresciuto in tempo di grandi lotte e di grandi passioni nel mondo degli operai e dei contadini. Con questi ultimi, ancora fanciullo, ho trascorso un tempo sereno. Abitavo vicino a loro. Erano poveri. Eravamo poveri tutti.Quante manifestazioni e cortei per il diritto a un lavoro dignitoso e per garantire il pane per la famiglia e i figli in particolare. Perché a quel tempo il nostro popolo faceva figli, credeva nei figli e era orgoglioso dei propri figli anche se doveva fare salti mortali per comprar loro le scarpe.Le NIKE grazie a Dio non c’erano ancora. Non c’era neppure lo SCUOLA BUS né l’auto di mammà.Si andava a piedi e soli. E eravamo per fortuna anche sicuri: non ci avrebbero rapiti.*******************Pian piano abbiamo raggiunto un giusto benessere, aiutati anche dalle tante meraviglie che la scienza ci ha messo a disposizione. Abbiamo goduto e difeso soprattutto la libertà, il più bel dono di Dio.********************
A partire dagli anni ‘60 del secolo scorso tutto è cominciato a cambiare. Ora è tutto un altro mondo, totalmente diverso. Abbiamo chiamato tutto questo progresso, e in gran parte lo è stato. Ma giorno dopo giorno ci siamo ubriacati e forse anche drogati di libertà, rivendicando diritti che diventavano sempre più discutibili fino a nascondere capricci e forse anche una buona dose di follia.
Siamo diventati un po’ tutti degli eterni adolescenti, bimbi presuntuosi che battono i piedi per ottenere solo ciò “che piace”.Ci siamo sentiti tutti dei piccoli dei e abbiamo fatto fuori Dio..**********
Chi mi conosce e mi legge sa che questo ormai è un mio pallino fisso da anni. Non è ancora diventata un’ossessione perché essendo vecchio cerco di morire salvando ancora un minimo di serenità e di speranza. Ma soprattutto perché ho scoperto una ditta di pulizie potente e efficace che fa capo a Dio, “Sommo Spazzino della Storia”. E in questo nostro particolare momento storico sta lavorando in grande stile e a pieno ritmo, servendosi di tutto e di tutti, secondo la famosa “eterogenesi dei fini”.
In questa ditta egli si serve di saggi e di pazzi, di onorevoli e senatori, di zombi e feriti. Assume tutti, anche controvoglia.*******************Non è un po’ troppo? In occasione della campagna elettorale recentissima tra le tante paure di quelli che erano contrari alla Meloni & C. c’era il timore ossessivo che venisse impedito il dirittoall’aborto oltre a tanti altri diritti conquistati o da conquistare.. Anche il primo ministro francese e prima di lei già Macron era preoccupata che con il probabile avvento della destra il diritto all’aborto in Italia sarebbe stato in pericolo.Sull’aborto io personalmente sono “convintamente” obbediente alla chiesa e alla mia coscienza: è un no sofferto soprattutto in casi umani particolarmente gravi e complessi ed è un no deciso all’aborto soprattutto inteso come un rimedio alla distrazione in una bella vita dove il sesso è diventato uno dei principali giocattoli a nostra disposizione.Ma non è di aborto che ora intendo trattare, anche se in apparenza a volte si ha l’impressione che abbia preso il posto delle vecchie sacrosante lotte sociali.Comunque per questo Dio vede e provvede.Ciò che invece mi ha veramente demoralizzato è un’altra cosa: la dichiarazione di tanti governanti, compreso l’ONU, che l’aborto è un diritto “umano”. Questo a me sembra il culmine diuna follia. Abituato al senso sacro delle varie dichiarazioni dei diritti umani a partire dal 700 sotto la spinta dei rivoluzionari francesi e vedere che ora anche l’aborto viene incluso tra di essi mi sembra che sia quasi blasfemo. La sacralità dei diritti umani rischia di diventare un paniere che contiene tutto e il contrario di tutto. Ho sempre ritenuto che i diritti umani siano molto più determinati e limitati rispetto ai diritti civili frutti di legislazioni e di stati etici anche democratici legati ai vari periodi storici.
Francamente fino a questo punto non me l’aspettavo, o forse speravo che non avvenisse mai.
E allora? Ho solo paura che stiamo oltrepassando quel limite che tutti penso, più o meno, riteniamo che debba esistere, salvo immaginare il progresso come una meravigliosa onda che procede inmovimento perpetuo verso un infinito beato. L’onda però prima o poi si infrange e ci si rivolge contro e non tutti nella vita siamo surfisti.